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Francesca Donadio

"La Mia Arte"
Updated 5/3/2008
Updated 2/18/2007
Updated 11/5/2007
Updated 8/31/2006
Updated 6/29/2007
Updated 1/11/2008
Updated 6/30/2007
11/11/2007

Dal sito d'arte Artmajeur

 Francesca Donadio:

"L'artista che più di ogni altro, nelle ultime mostre, ha saputo materializzare la struttura cromatica del paesaggio, dai suoi tratti decisi quanto delicati e personali". ( P. Parmeggiani)

Dalla collettiva " Atmosfere Cromatiche "

  "Francesca Donadio, proveniente da Oriolo, sconvolge i parametri pittorici con un selvaggio uso cromatico, suggerito da pochi tratti decisi e sicuri." (Sabrina Falzone)

Dalla Collettiva " Moderni Paesaggi D'Autore "

"Francesca Donadio sublima l’arte del paesaggio, trasferendo nell’insolito schema compositivo la propria interpretazione cromatica, rinvigorita da pennellate rapide assetate di gioia, luce e colore." (Sabrina Falzone)

3/9/2007

Short biography

 
 
Francesca Donadio began painting just for passion few years ago. She loves very much impressionist paintings.Interested in human figure,she represents it many times as subject in reproductions,portraits and Sacred Paintings. Her very personal style gets to the top in her exclusive artistic landscapes. Her collection,“La Mia Arte”,contains about 50 paintings that have already obtained great success
9/12/2006

SCRIVE DI LEI GIANNI MAZZEI...

Qualunque sia stato il percorso temporale attuativo delle sue opere ( acquarelli, arte figurativa,arte sacra, paesaggi, riproduzioni) , per capire  funzionalmente e sapere individuare i punti cardine e il personalissimo stile nell’opera di Francesca Donadio, si deve tracciare una linea retta che,partendo dalle riproduzioni,  arriva ai paesaggi.

Nelle riproduzioni (circa una ventina di quadri) si trovano ,in modo inconfutabile, sia l humus poetico della  pittrice, le sue linee guida, come anche già quelle significative variazioni, cromatiche  e d’impianto compositivo, che ,discostandola da una semplice imitazione  dei grandi artisti seppur fatta con  grande letizia e ariosa temperie mentale, ne individuano i tratti innovativi e le certezze diventate  proprie.

Cosicché nella dama tu noti il vibrare della linea che diventa mezzo espressivo e plasticismo come in Botticelli, mentre  in Van Gogh vedi la capacità della Donadio  nello stemperare quell’esplosione di luce,colore e energia restituendo all’infelice artista tenerezza e pacatezza interiore.

Francesca Donadio predilige, in queste sue opere, la lettura degli impressionisti senza dimenticare la grande lezione degli italiani( Modigliani) o il grande miracolo rinascimentale.

Questo omaggio,però, non è accademico e non si esaurisce in  opere ,linearmente belle, ma esornative,senza nerbo e anima: la Donadio rompe gli schemi riproduttivi  attraversa la sua spontanea apertura all’emozione che si estrinseca in toni morbidi e pastosi, nella seduzione del colore e nella vivacità compositiva che appare dinamica,mossa e dialogante.

Si veda l’albero che svetta in un cielo concitato e mosso eppur  alleggerito nella materia o l’omaggio a Modigliani, nel nudo, d’intensa plasticità  e risalto cromatico.

La Donadio anche nelle altre opere: acquarelli,arte figurativa dimostra con sicurezza la sua perizia stilistica, la sua purezza espressiva  e l’armonia di toni di luce e di colore.

Per arrivare, forte di queste conquiste, all’apice della sua arte: i paesaggi, in modo particolare alla rappresentazione di città e ambienti aperti,vissuti tra l’onirico e il surreale, con connotazioni anche metafisiche e sociologiche.

Il “ la” di questo moderato cantabile che assurga alla fine a orchestrata e complessa sinfonia lo dà “Iris”, con quei fiori che svettano,guglie di luce, a mordere il cielo, e la raffigurazione di un albero immerso in una luce densa di imminente pioggia.

Poi,all’improvviso, vedi questi colori rosso-azzurro-giallo che creano palazzi che tendono,come rami che invocano linfa,verso il cielo. Ma la singolarità di questa artista calabrese è che,pur nello spazio ristretto in cui queste abitazioni insistono, non ti dà il senso della sovrapposizione, del soffocamento e alienazione della città contemporanea.

Tu vedi,invece, palazzi che si rispecchiano nell’acqua e da questa liquidità di luce prendono forza e confidenza umana.

O vedi ancora giochi complessi architettonici: balaustre, passaggi strettissimi sospesi nell’aria tra un’abitazione e l’altra, infinite aperture precipiti nel vuoto che non danno senso di sconforto o di vertigini esistenziali come se fossero andirivieni mentali che sradicano la ragione e la logica facendo cadere nel risucchio del non-senso: sono,invece,balconate, mentali e reali, che colloquiano tra loro, seppur a volta con fragile filo comunicativo e precarietà di un dire spezzato e mosso.

Nella Donadio  questa capacità di rappresentare la realtà, complessa come i meandri e i labirinti inspiegabili apparentemente della mente che può cadere nella follìa, li estrinseca sapientemente tra le ambiguità di una società scentrata,senza un suo ubi consistam, e la sua fede incrollabile nella comunione che si palesa  nel colore acquoreo della sua mediterraneità che sconfigge il cinismo della pura logica, dando legittimo ruolo all’emozione ,alla fantasia, alla solidarietà.

E lo si ricava,tale travaglio interiore e amalgama  felice tra spinte irrazionali ( si veda la composizione “Il fumatore” ,richiamo ambiguo a quelle figure doppie,presenti nell’interpretazione psicanalitica)  e ferma volontà di  affermare la vita e la storia, nel quadro “Mediterraneo” che richiama l’oniricità e,nello stesso tempo,la forza dirompente del sogno e dell’arte che salva, di Dino Campana, in quelle città turrite,impenetrabili ma che un solo raggio di luce e la brezza del mare aprono alla vita e al suo sapore imperituro.

 

Trebisacce, li 9.9.2006          gianni mazzei

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